Lettera a Franco Frattini

, di Lucio Levi

Lettera a Franco Frattini

A Franco Frattini

Ministro degli Esteri

Roma

Torino, 18 maggio 2011

Signor Ministro,

il Movimento Federalista Europeo ha apprezzato il discorso da Lei pronunciato in apertura della Conferenza Ministeriale ONU sulla riforma del Consiglio di Sicurezza lo scorso 16 maggio, in particolare le Sue osservazioni relative al ruolo crescente che le organizzazioni regionali sono destinate a svolgere nel processo di riforma del Consiglio di Sicurezza.

Gli Stati nazionali nell’era della globalizzazione non sono infatti che residui di un’epoca passata. Ci sono solo due modi per affrontare il tema della riforma del Consiglio di Sicurezza.

Il primo è quello di allargare questo organismo agli Stati che sono saliti al vertice della gerarchia del potere mondiale (Germania, Giappone, India e Brasile), con la conseguenza di creare gendarmi regionali, cui gli Stati più piccoli delegherebbero la loro rappresentanza alle Nazioni Unite. È una proposta alla quale si oppongono gli Stati esclusi, ora raggruppati nella coalizione Uniting for Consensus, che rappresenta la grandissima maggioranza degli Stati membri dell’Assemblea Generale dell’ONU.

La sola formula per giungere a una riforma giusta e democratica è la trasformazione del Consiglio di Sicurezza nel Consiglio delle grandi regioni del mondo. Quest’ultimo rappresenterebbe un’alternativa non solo alle gerarchie di potere, ma anche alla frammentazione dell’ONU in una grande quantità di Stati di dimensione e potere diseguali. Per questa via, tutti gli Stati potrebbero essere rappresentati nel Consiglio di Sicurezza tramite le rispettive organizzazioni regionali.

Spetta all’Unione europea, la regione che ha sviluppato il più forte grado di coesione politica, avviare questo processo, proponendosi come il modello della riconciliazione tra Stati nazionali e il veicolo per trasmettere alle altre regioni l’impulso verso l’unificazione federale. In considerazione delle posizioni euroscettiche del Regno Unito, il primo passo su questa via dovrebbe compierlo la Francia, mettendo il proprio seggio nel Consiglio di Sicurezza a disposizione degli Stati pronti a unificare la politica estera e di sicurezza.

Come la Germania ha rinunciato al marco per creare l’euro, così un’iniziativa francese nel settore della sicurezza consentirebbe a un primo nucleo di Stati membri dell’UE di avviare la cooperazione strutturata permanente e di dare vita a un’Europa capace di parlare con una sola voce nel Consiglio di Sicurezza.

Lucio Levi Presidente del Movimento Federalista Europeo

Immagine: bandiera dell’ONU. Fonte: Flickr

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